Tocatì 2016: anche i giochi di strada passano per il web

 

Sì ai giochi di strada, ma Twitter spazio anche alla tematica dell’#azzardopatia

La quattordicesima edizione di Tocatì ha chiuso il sipario lo scorso 18 settembre, dopo aver riempito la città scaligera di esibizioni, danze, musiche e giochi per quattro giorni. Dal 15 al 18 settembre, infatti, il rinnovato appuntamento annuale con le tradizioni ludiche internazionali ancora una volta ha riempito le strade di persone, bambini, colori e tanto divertimento: ospiti d’onore di quest’anno quattro province della Repubblica popolare cinese, Guizhou, Beijing, Shanxi e Shenzen.

La manifestazione, nata per recuperare luoghi e spazi cittadini in cui mantenere vivi i giochi del passato nazionale e internazionale, si è riscoperta un’occasione unica per scoprire le ricchezze del patrimonio immateriale della tradizione cinese e italiana, messe a confronto per creare ponti interculturali e per offrire a tutti l’occasione di scoprire come le tradizioni del passato si conservano e si rinnovano nel vivere sociale (e infatti gioco, riti, danza, canto e saperi artigianali sono categorie di attività che l’Unesco riconosce come parte del Patrimonio Immateriale indicato nella Convenzione di Parigi del 2003). Uno straordinario veicolo di condivisione di momenti e culture che, attraverso gli oltre quaranta giochi tradizionali delle province cinesi e di diverse zone d’Italia, ha animato le varie giornate.

Una condivisione, quella del Festival, che si è estesa anche ai social network: : attraverso il monitoraggio di SocialMeter Analysis degli hashtag #tocatì, #tocati, #tocatì2016, #tocati2016 su Twitter, sono stati rilevati 417 tweet durante le giornate del Festival, per un totale di 116 utenti attivi. Per quanto riguarda le immagini condivise dagli utenti su Twitter e Instagram, raccolte attraverso il wall tematico Photostream monitorando gli stessi hashtag, i risultati superano le 600 foto, per un totale di 178 utenti attivi. Altri utenti particolarmente attivi sull’argomento sono stati l’account della Biblioteca Civica di Verona (@civicaverona, 56 post), quello di FAN, la radio degli studenti dell’Università di Verona (@fanradio, 14 post) e quello di del progetto To Be Verona (@tobeverona, 14 post).

Una performance sicuramente migliorata rispetto all’anno precedente, anche grazie alla creazione dell’hashtag ufficiale e ad un’attività costante degli account del Festival stesso, attraverso i quali sono stati pubblicati quasi 200 tra foto e tweet. Risulta evidente una volontà di essere maggiormente presenti nei social e, considerata la grande portata della manifestazione, che ogni anno richiama quasi 300mila persone, l’engagement rate (ovvero l’interazione attraverso like, commenti, condivisioni e altre attività da parte degli utenti) è un aspetto che non può che migliorare, magari implementando strumenti di call to action che invoglino i partecipanti ad interagire live.

Spicca, infine, tra gli l’hashtag relativi ai tweet presi in considerazione, #azzardopatia, riferito al pomeriggio di testimonianze per sensibilizzare contro l’omonimo disturbo: l’evento, condotto da Gian Antonio Stella, firma storica del Corriere della Sera, ha visto la partecipazione di Marco Paolini ed Enzo Iacchetti per discutere della problematica che solo nel 2015 ha visto più di un milione di italiani bruciare quasi 90 miliardi di euro.

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