SocialMeter Analysis ha monitorato il conversato social dell’evento Si è conclusa la 14esima edizione del Festival Biblico 2018, svoltasi dal 3 al 27 maggio e per la prima volta ha visto il Veneto come protagonista, in particolare le province di Vicenza, Verona, Padova, Rovigo e Vittorio Veneto. Il tema di quest’anno è stato il Futuro, analizzato sotto molteplici punti di vista. Nella giornata di apertura, a Vicenza, hanno partecipato la giornalista Concita De Gregorio e padre Luciano Manicardi. A chiudere il Festival è stato invece l’attore Giacomo Poretti con il suo “Al Paradiso è meglio credere”. Notevole la partecipazione al Festival, che ha contato 284 ospiti per 218 eventi a cui hanno assistito 42mila persone. Grande varietà anche tra le tipologie di evento, che hanno spaziato dalle conferenze alla meditazione, dal teatro alla musica e dalle degustazioni al cinema. Il quesito primario è stato proprio il Futuro. Imprevedibile e inevitabile, il Futuro è per tutti noi, oggi più che mai, un tema di particolare interesse. Si è parlato di futuro affermando come, prima di poterlo padroneggiare, sia necessario osservare innanzitutto il presente; si è riflettuto sul ruolo attuale dell’economia e del suo peso rispetto alla politica; e parlando di futuro non si poteva che far riferimento alla tecnologia: i cambiamenti che sta portando nelle relazioni, le difficoltà nel definire un’etica digitale, le paure e speranze che risiedono nel mondo dell’Artificial Intelligence e quindi l’uomo, a cui non è più chiaro quale sia il suo ruolo in questo contesto. Il conversato social del Festival è stato monitorato attraverso l’hashtag ufficiale dell’evento #festivalbiblico. Dalle soluzioni di SocialMeter Analysis è emerso che sono stati 1.253 i tweet pubblicati, durante tutta la durata del festival, da 214 utenti su Twitter. L’analisi quantitativa rivela inoltre picchi di conversato il 3 maggio (298 tweet), la giornata di apertura, e il 12 maggio (192 tweet), giornata in cui le riflessioni sull’importanza dell’etica digitale a Padova hanno coinvolto molto gli spettatori. Tra gli hashtag più popolari troviamo quello ufficiale, #festivalbiblico, seguito dalla versione più breve #fb2018, da #iusvesocialteam e dal tema portante #futuro. Gli account Twitter più attivi sono stati: quello ufficiale @festivalbiblico, seguito da quello di Chiara Piaia @ChiaraPiaia e Nicolò Cappelletti @nicocappelletti. Anche tra gli account più popolari, ovvero quelli che hanno registrato il maggiore numero di menzioni, troviamo @festivalbiblico, oltre a @frafincato e nuovamente @ChiaraPiaia. Le città più menzionate sui social sono state Vicenza, Rovigo e Padova. Il Festival si è proposto di utilizzare la Bibbia come codice culturale per reinterpretare la contemporaneità, ma non solo. Ospiti, interpretazioni, chiavi di lettura non si limitavano alla sfera ecumenica. Si è tentato di rispondere agli stessi quesiti da differenti punti di vista, dalla scienza alla teologia, dal marketing alla filosofia. Il Festival ha saputo coniugare voci differenti del panorama culturale, politico e religioso nazionale e internazionale, in un “clima di confronto e collaborazione che sta sempre più crescendo” dice Ampelio Crema, Presidente del Festival Biblico. “L’Uomo è l’interrogativo principale della storia dai suoi albori.”, ha detto Andrea Pezzi durante l’intervento ‘L’Uomo al tempo dei robot’, interpretando perfettamente le fondamenta su cui si posa il Festival Biblico. Promotrici del Festival sono state la Diocesi di Vicenza e la Società San Paolo. Hanno aderito le Diocesi di Verona, la Chiesa di Padova, la Diocesi di Adria-Rovigo e la Diocesi di Vittorio Veneto. Con il patrocinio del MIBACT, Regione del Veneto, MIUR Veneto e i Comuni di Vicenza, Verona, Padova, Rovigo. Hanno contribuito anche la Fondazione Cattolica Assicurazioni, AGSM e Sharp Italia, e in veste di partner culturale il Learning Accelerator 311 Verona. Le location che hanno ospitato il Festival sono state varie: Cortile Palazzo Barbarano, Loggia del Capitaniato, Cortile della Chiesa di Santa Corona per Vicenza; Loggia Vecchia della Prefettura, Biblioteca Antica del Seminario Vescovile, Polo Universitario Santa Marta e 311 per Verona; Palazzo Bo, Centro Universitario per Padova; Palazzo Roncale, Tempio della Beata Vergine del Soccorso per Rovigo; Palazzo Ovio Gobbi per Vittorio Veneto.